category: teatro, passione, io
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Ma questo posto non esiste. Ed io non resisto.
"Io vi odio. Odio i sogni che dormite, odio ciò che toccano le vostre mani marce, odio quando vi vestite per la festa, odio i soldi che avete in tasca, odio la bestemmia atroce di quando vi permettete di piangere, odio i vostri occhi, odio l'oscenità del vostro buon cuore, odio i pianoforti che come bare popolano il cimitero dei vostri salotti, odio i vostri amori schifosamente giusti, odio tutto quello che mi avete insegnato, odio la miseria dei vostri sogni, odio il rumore delle vostre scarpe nuove, odio ogni singola parola che avete mai scritto, odio ogni momento in cui mi avete toccato, odio tutti gli istanti in cui avete avuto ragione, odio i ritratti che pendono sui vostri letti, odio il ricordo di quando ho fatto l'amore con voi, odio i vostri segreti da niente, odio tutti i vostri giorni più belli, odio tutto quello che mi avete rubato, odio i treni che non vi hanno portato lontano,
odio i libri che avete lordato con i vostri sguardi, odio lo schifo delle vostre facce, odio il suono dei vostri nomi, odio quando vi abbracciate, odio quando battete le mani, odio quel che vi commuove, odio ogni singola parola che mi avete strappato, odio la miseria che vedete quando guardate lontano, odio la morte che avete seminato, odio tutti i silenzi che avete straziato, odio il vostro profumo, odio quando vi capite, odio qualsiasi terra che vi abbia ospitato, e odio il tempo che è passato su di voi. Ogni minuto di quel tempo è stata una bestemmia. Io disprezzo il vostro destino. E ora che mi avete rubato il mio, solo mi importa sapervi crepati. Il dolore che vi spezzerà sarò io, l'angoscia che vi consumerà sarò io, i vermi che si ingrasseranno con le vostre carcasse sarò io, il tanfo dei vostri cadaveri sarò io. E ogni volta che qualcuno vi dimenticherà, lì ci sarò io."
Alessandro Baricco
I miei occhi si chiudono, piano, lentamente, cullati dal rumore del sipario che si chiude con loro. Fruscio voluttuoso, fruscio immaginato, ma così vivo, da svegliarmi di nuovo. Spalanco gli occhi e il sipario è spalancato con loro. Decido io per tutti: chiusi! Assaporo il momento in cui la mia mente si lascia intorpidire, accarezzare, scivolare via, in un'anestesia di stanchezza profonda, di spossatezza mentale. Mi lascio andare, e succede sempre più raramente... Sprofondo in uno stato di semincoscienza, incosciente del fatto che con il sipario chiuso si può soffrire, cosciente del fatto che ancora una volta il tuo pensiero mi aiuta a dimenticare. A ricordare. Ad afferrare. A lasciar correre. A dormire. A svegliarmi. Lasciarmi andare. Sprofondare. No. Non voglio. Si... ho sonno. Sipario chiuso, occhi chiusi, buio.

Ho capito come ti amo.
Che ti amo lo sapevo da tempo, e non so da quanto, ma so che sei dentro di me e che risulti nelle mie analisi del sangue. Ma non sapevo... come...
Ti amo con cattiveria, con freddezza, con calcolo, senza disciplina, con arguzia e tenacia, con finezza ed efficacia. Ti amo con forza e coraggio, con ambizione e determinazione, con saggezza e pericolo. Ti amo con presunzione ed arroganza, con scortesia e molestia, tormento e brama. Ti amo con impazienza e struggimento, con avidità, sospetto, fatalità e rassegnazione. Ti amo nel peggiore dei modi, senza ritegno, con stravaganza e volubilità, diversamente ogni giorno, consapevolmente e incoscientemente. Ti amo come non vorrei amarti.